5 DOMANDE A: CINZIA ALITTO

Eccoci nuovamente al breve scambio di cinque domande e risposte, per conoscere i docenti residenti del MIP – Musical in Progress. Incontriamo oggi Cinzia Alitto, docente di tecnica interpretativa e studio della dizione a livello avanzato.

 1. Puoi raccontarci in poche parole come si articolerà il tuo corso?
CINZIA ALITTO: Trattandosi di un master di secondo livello le lezioni – che avranno sostanzialmente carattere di esercitazione pratica – presuppongono che gli allievi e le allieve siano già in possesso di una buona (per non dire ottima) conoscenza e gestione della dizione, pertanto il lavoro avrà come obiettivo principale il consolidamento ed il perfezionamento di quanto già presente nel loro bagaglio culturale. Per raggiungere questo obiettivo sarà indispensabile un impegno costante da parte delle allieve e degli allievi che non può e non deve terminare con la lezione. L’esercitazione a casa diventa, quindi, training fondamentale e parte integrante del mio corso, volto a raggiungere quella naturalezza e spontaneità espressiva indispensabile sulla scena. Occorre acquisire una consapevolezza nella pronunzia della battuta e della propria vocalità: le pause, il tono della voce, il ritmo dell’eloquio, le appoggiature, non possono essere lasciate al caso – magari all’umore della giornata – ma vanno gestiti con naturalezza insieme alle emozioni del personaggio per renderlo vero. A tal fine gli allievi si eserciteranno sui testi in modo da poter sperimentare direttamente quanto imparato e avere un riscontro costante con l’insegnante sulla correttezza di quanto assimilato.

 2. Questo sarà il tuo primo anno come docente del MIP, ma hai avuto occasione di conoscere gli allievi dello scorso anno alle prove aperte “Un po’ di noi” con la regia di Chiara Noschese: come ti sono sembrati sul palcoscenico? Che idea ti sei fatta della loro formazione?
C.A. –
Guardando lo spettacolo “Un po’ di noi” risulta evidente un percorso didattico puntuale e di grande qualità che Chiara Noschese con tutto lo staff dei docenti, ha curato garantendo una prestazione qualitativamente molto elevata. Mi farà particolarmente piacere lavorare sulla tecnica interpretativa e sulla dizione cercando di condurre i ragazzi e le ragazze ad un miglioramento tale da renderli sicuri e padroni della battuta.

3. Quali saranno gli scogli che incontreranno gli allievi nelle tue lezioni, e come intendi aiutarli per superare le difficoltà? In quali aspetti gli allievi usciranno più forti seguendo il tuo corso?
C.A. – Spesso gli allievi mi evidenziano la difficoltà di conciliare l’aspetto tecnico con quello emozionale poiché appare particolarmente difficile mantenere la spontaneità sulla scena garantendo contemporaneamente la correttezza di tipo tecnico. Nei miei corsi ho sempre avuto come obiettivo primario quello di offrire agli allievi – grazie ad un costante esercizio – gli strumenti per gestire con scioltezza il proprio “apparato tecnico” fino a renderlo un patrimonio acquisito che viene applicato e utilizzato “automaticamente” e che, al contempo, costituisca il punto di forza per riuscire a trasmettere con verità le proprie emozioni. Un attore deve possedere la percezione e la consapevolezza delle proprie potenzialità e del proprio livello di preparazione, questo renderà più semplice il superamento delle naturali paure e incertezze che l’andare in scena presenta. Sicurezza, consapevolezza di sé e padronanza emotiva non solo sono la forza del “bravo attore” ma costituiscono anche elementi indispensabili per una crescita della personalità. Si tratta di un percorso non privo di difficoltà che può richiedere un cambiamento sostanziale dell’impostazione vocale e di abitudini espressive radicate nel tempo e che impone la volontà di mettersi in gioco. In questo percorso gli allievi non saranno mai abbandonati, devono sapere che troveranno sempre in me un punto di riferimento e un sostegno. Ho sempre ritenuto importante, per il raggiungimento degli obiettivi didattici e formativi, creare un ambiente di lavoro sereno e garantire un approccio allo studio che sia il più possibile divertente: bisogna rompere il luogo comune che studiare dizione o lavorare sulla tecnica interpretativa non lasci spazio alla creatività e alla libertà espressiva.

4. Tra la Cinzia Alitto che è stata allieva e gli allievi di oggi, trovi delle analogie e delle differenze?
C.A. –
La Cinzia allieva e la Cinzia insegnante sono accomunate da una grande passione per il teatro e dalla consapevolezza che non si deve mai smettere di imparare e di guardare al mondo con curiosità. Entusiasmo, umiltà e determinazione erano e sono i cardini del mio impegno nel teatro; oggi, talvolta, manca nelle nuove generazioni la pazienza di costruire con lo studio costante il substrato culturale su cui erigere la propria carriera professionale. D’altra parte è tipico nei giovani di oggi aver fretta di raggiungere il successo. Non voglio generalizzare ma il mio suggerimento è quello di non voler bruciare le tappe e di non pensare che lavorare nel mondo dello spettacolo sia semplicemente un gioco che non richieda fatica e impegno. Di contro le nuove generazioni sono molto più informate e capaci di muoversi al meglio per instaurare rapporti importanti per il futuro lavoro. Comunque, la forza, l’energia e la volontà di cambiamento si ripropongono allo stesso modo nei nostri giovani come in quelli di ogni epoca e se bene incanalati sono foriere di sorprendenti innovazioni.

5. Quali consigli ti senti di dare ai nuovi allievi del MIP, per sfruttare appieno il tuo corso e tutto il percorso di formazione?
C.A. –
Ragazzi mi rivolgo a voi: aprite il vostro cuore e la vostra mente agli insegnamenti che riceverete, siate capaci di assimilare e cogliere con attenzione ogni sfumatura di ciò che vi sarà proposto avendo la forza di mettervi in gioco senza riserve. Studiate con costanza senza mai farvi prendere dalla stanchezza e dallo scoraggiamento: gli ostacoli e le difficoltà sono delle opportunità da raccogliere senza timore e ricordatevi che gli errori sono momenti di crescita. Sappiate che questo è “il lavoro più bello del mondo”.

 

A seguire una breve testimonianza di Giulia Di Tommaso, allieva del MIP nell’a.a. 2014/2015, che ci racconta del suo incontro con Cinzia Alitto:

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“Il primo giorno in cui ho visto Cinzia Alitto per me è stato un colpo di fulmine. Prima di tutto è una donna che colpisce per la propria eleganza, ma conoscendola ti accorgi che non è soltanto un’insegnante: è una donna che ha a cuore la propria missione e per questo sa prendere gli alunni e portarli con sé nel proprio viaggio. Con la sua professionalità e con la sua gentilezza mi ha trasmesso tutto ciò che riguarda il mondo della dizione, della fonetica e dell’uso corretto della voce. Le sue lezioni sono ben strutturate, lei ha sempre chiaro il percorso che vuole fare con ognuno ed io, ogni volta, uscivo dalla sala con qualcosa di magnifico dentro. Cinzia sa ascoltarti, sa coccolarti, sa spiegarti le cose e sa tirare fuori il meglio di te, nello stesso tempo sa cos’è la precisione, la dedizione, il rispetto, la passione e cerca ogni istante di trasmetterlo. È un’insegnante protettiva che sa accogliere e proteggere la sensibilità degli alunni con dolcezza ma anche con severità, come solo una mamma sa fare. Cinzia mi ha insegnato il rispetto per la recitazione e la dignità di essere un’artista. Credo che ognuno di noi dovrebbe avere la fortuna di incontrarla nel proprio percorso.”

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