Brunella Platania: non sono solo canzonette…

In questo caldo agosto ritorniamo come nostra abitudine a conoscere i docenti che si uniranno a noi nel prossimo anno accademico del MIP – Musical in Progress: vi proponiamo una bella conversazione con Brunella Platania, stupenda attrice, performer e regista, che terrà una masterclass di canto ed interpretazione per gli allievi del MIP – Musical in Progress, e che avremo modo di applaudire la prossima stagione al Barclays Teatro Nazionale con “Footloose”  per Stage Entertainment.

- Sul sito web www.brunellaplatania.com leggiamo la tua bella biografia che vanta lavori importanti e incontri significativi con grandi interpreti, tra cui il gli indimenticabili Carl Anderson e Lucio Dalla: quanto hanno influito questi incontri nella tua vita e nella tua carriera? Oltre ad essere grandi personalità sono stati anche grandi Maestri?
BRUNELLA PLATANIA: Incontri più che fondamentali, fondanti. Non c’è nulla di più importante a mio parere per chi vuole seguire una strada del trovare una guida che illumini il percorso e la tua interiorità, anche solo con il suo esempio, che ti aiuti a trovare in te gli strumenti per raggiungere ciò che vuoi, a riconoscere, rispettare, curare il tuo talento, che ti mostri ciò che è lui senza vanitá e supponenze, ma con profondità e generosità. Questo sono stati entrambi per me, e ancora lo sono.
E quando le guide sono “miti” sognati, inseguiti, emulati, ispirazione primaria del tuo sogno, personalità immense dal carisma unico che il destino, benevolo finalmente dopo tanti schiaffi, ti mette  incredibilmente al fianco come maestri che danno un giro di vite essenziale a te e al tuo percorso, non all’inseguimento di un successo, ma della tua verità, tutto prende quasi il sapore di quei film americani degli anni ’80, con il miracolo finale dopo sfiga e fatica, non trovi?!
Non sarò mai grata abbastanza.
Due immense personalità, impregnate di arte e umanità,  uomini schietti con un grande desiderio di vita, che mi hanno mostrato quanto in profondità bisogni andare e quanta conoscenza bisogni acquisire per poter donare un’emozione, con la propria verità, e quanta devozione e fatica tutto questo pretenda. Arte, vera, sì… musica, pittura, letteratura, cinematografia: chi sa davvero ama regalare, con una generosità ed un’umiltà che non vuol dire incoscienza del proprio talento e della propria forza. Cammino ancora e sempre su quelle grandi orme.
Mi hanno segnato, nel senso più sublime e più semplice che si possa immaginare. Poi ti racconterò magari in un’altra intervista gli anneddoti più belli, altrimenti divento logorroica!!!
Tanti altri grazie devo comunque dire, a tutti quelli da cui ho imparato e da cui voglio ancora imparare.
- Tu hai da sempre avuto un grande talento nell’insegnamento, sia come vocal coach che come insegnante di recitazione e come regista: che cosa cerchi di trasmettere ai tuoi allievi? Quali sono gli elementi fondamentali da cui non si può prescindere per essere un performer di qualità, a parte il talento?
B. P. - Ti ho un po’ già risposto forse… in primis  cerco di trasmettere loro la serietà di questo mestiere, e quindi  il rispetto e la devozione nei confronti dell’arte, del proprio talento, del pubblico.
Il nostro è un lavoro unico e privilegiato perché non può prescindere dalla passione, ma deve essere supportato dalla disciplina, dall’equilibrio e sopratutto dall’ascolto dalla ricerca e dalla cultura.
Certo il talento è fondamentale, non meno della disposizione ad imparare.
Il performer, che proprio per definizione “rappresenta”, sul palco deve “fingere” in senso latino cioè formare, inventare una realtà che sia talmente credibile da agganciare la realtà del pubblico, anche nell’assurdo,  deve quindi  prestare al personaggio e alla storia  la propria struttura umana ed artistica che non può invece assolutamente  essere”finta”. Il performer deve essere completo sì nelle discipline ma soprattutto nella propria preparazione profonda, e deve sapere che ciò che più conta sul palco è la storia che si racconta che, leggera o meno che sia, ha da sempre un valore sociale ed umano enorme: il teatro istruisce, motiva, alimenta ideali, consola, diverte per far dimenticare per un po’ la gravità della vita.
Grandi responsabilità di comunità, di gruppo, ecco, altra cosa fondamentale: il senso del gruppo, e non di un ego che sappiamo, e non c’è nulla di male, in noi artisti è piuttosto spiccato.
Insomma, non sono solo canzonette…
– Oltre agli spettacoli musicali di grande successo di cui sei stata protagonista (ricordiamo tra tanti “Jesus Christ Superstar”, “Tosca Amore Disperato” e tra gli ultimi “I Promessi Sposi” e “Aggiungi un posto a tavola”), non ti sei mai tirata indietro nell’affrontare testi originali, sperimentando ed esponendoti in prima persona come performer: ci riferiamo a spettacoli come “E non finisce mica il cielo”, “Trasteverini”, “Raffaello e la leggenda della Fornarina”, “Canterville”, per non dimenticare il recente debutto di “Georgie il musical”… quanto conta per te rischiare, dare spazio a nuovi autori e a testi inediti, e dare la vita ad uno spettacolo che non faccia parte del repertorio tradizionale?
B. P. - Vero, ho avuto la fortuna di fare dei lavori bellissimi… ruoli bellissimi che porterò per sempre sotto la pelle. Per me come attrice e cantante rischiare è importantissimo, perché testi inediti, opere nuove con nuove regie, mi danno la possibilità di mettermi alla prova, di imparare ancora, soprattutto di poter vivere una storia e creare un personaggio ex novo, che non abbia già precedenti teatrali.
Lo stimolo nuovo e continuo per il lavoro di un performer è fondamentale. Oltre tutti i ruoli sognati, pensare di essere io la prima ad interpretarne uno è bellissimo: Adriana, Mary, Ambra, Vanessa, Silvana, Margherita, la Signora Otis… ai più saranno ancora sconosciute magari, ma sono io!
E poi lavori nuovi, nuovi autori coraggiosi creano energie e sinergie nuove, portano freschezza e possibilità.
E se si fa un passo falso, è comunque un passo in avanti.
- Nelle prossime settimane inizierai le prove di “Footlose” che debutterà al Barclays Teatro Nazionale di Milano, per Stage Entertainment, dove sarai Vi Moore: sarà sicuramente uno spettacolo all’insegna dell’energia pura, accanto a te avrai sia giovani talenti che colleghi di grande esperienza. Sei pronta per questa nuova avventura?
B. P. - In parole semplici, sono al settimo cielo!!!
Io sono figlia degli anni ’80 in tutto e per tutto, e li ritengo gli ultimi anni di grande originale creatività: “Footloose” ne è grandissimo esempio. Ragazzina, mi sono innamorata del film, che è un vero cult, e poi del musical che trovo straordinariamente fedele e con una struttura musicale eccezionale che completa la magia delle hit del film. Come dici tu, concentrato di energia ma anche una storia profonda, di relazioni familiari, di formazione, di valori generazionali. E la versione Stage sarà di grande impatto!
La mia emozione al pensiero di potermi “prestare” ad un personaggio da me amatissimo come Vi Moore, poter dare voce e corpo ai suoi sentimenti è tantissima, come quella di dividere il palco con colleghi tutti straordinari giovani e affermati con i quali non ho in realtà mai lavorato prima motivo per cui sarà per me ancora più stimolante lo scambio. E poi per me è la prima volta con la Stage Entertainment! Chi non sarebbe entusiasta???!!
Già nelle varie fasi di audizione ho sentito un tale agio, un’atmosfera così giusta, costruttiva, che mi ha dato già la sensazione di stare in fase di lavoro, grazie al team creativo straordinario che mi trovavo davanti.
Lavorare con Chiara Noschese (che ha curato la fase dei casting n.d.R.), che per me ha sempre incarnato tutto quello che penso debba essere un’artista, e che ho descritto sopra, è fonte di enorme soddisfazione.
Anche per quanto riguarda il MIP ovviamente!
Lo spettacolo di quest’anno del MIP, “Quello che resta”, mi ha colpita per la poesia e la poetica, per come la profondità della letteratura, dalla scrittura al teatro, ai testi delle canzoni, è stata cucita addosso ai giovani interpreti facendoli diventare la parola, la memoria, dondolati avanti e indietro nel tempo dall’eternità delle emozioni… e della musica.
Sono onorata di far parte del team di quest’anno, porterò tutta la mia esperienza , la mia arte, la mia verità.
Mi aspetto da loro altrettanto. Con un capitano come Chiara non ne dubito!
- Quali consigli ti senti di dare ai nuovi allievi del MIP, per vivere appieno l’anno di studio e approfondimento?
B. P. - Il mio consiglio: spogliarsi di qualsiasi tipo di autocompiacimento, essere se stessi sempre con la massima disposizione ad imparare, sempre, anche dei propri compagni. Affrontare il percorso con massima disciplina, ma anche con massima gioia, senza preconcetti o chiusure, altrimenti non si può né dare… né ricevere. E ricordatevi quanto meraviglioso può essere questo lavoro!
Ringraziamo Brunella per essere stata con noi e le facciamo un grande in bocca al lupo per la sua nuova avventura di “Footloose”.

Guarda l’originale video di presentazione di tutto il cast, postato dal Barclays Teatro Nazionale:

 

ultimo-logo

Centro Alta Formazione Teatro e Musical In Progress

sono lieti di invitarLa il 15 settembre  2016

ALL’OPEN DAY

 

UNA GIORNATA DI INCONTRI CON I NOSTRI DOCENTI E LEZIONI GRATUITE
Presso la nostra sede all’Arci Malfronte in Via dei Monti di Pietralata, 16 (metro e FS Tiburtina) Roma
open day
-

Vi ricordiamo che le prossime prove di ammissione al MIP – MUSICAL IN PROGRESS si svolgeranno nelle sessioni di settembre e ottobre 2016, in presenza della commissione guidata dalla direttrice artistica Chiara Noschese, presso la sede dell’Arci Malafronte in Via dei Monti di Pietralata, 16 (metro e FS Tiburtina).

Tutti gli aggiornamenti sul sito ufficiale: www.centroaltaformazioneteatro.com
Per iscrizioni ed informazioni: +39 3331011185 – info@centroaltaformazioneteatro.com
http://centroaltaformazioneteatro.com/master/iscrizione/
MUSICAL IN PROGRESS è un progetto CAFT CENTRO ALTA FORMAZIONE TEATRO
Sede legale:Via Di Vigna Fabbri, 85  – 00179 Roma
Organizzazione – Emiliano Raya: + 39 3381758319 – emilianoraya@hotmail.it