DORIS VON THURY: saper recitare in inglese è la carta vincente

Incontriamo Doris von Thury, acting coach di madrelingua inglese, che il MIP – Musical in Progress propone anche quest’anno ai propri allievi per permettere loro di affrontare un’audizione in lingua inglese ed aprirsi al mercato internazionale, insieme all’esclusiva masterclass con la regista olandese Carline Brouwer.

- Attrice, casting, dialogue coach: Doris tu sei una professionista poliedrica che conosce la recitazione da molti punti di vista diversi; quanto è importante per un giovane attore avere la capacità di reinventarsi in diversi ruoli lavorativi per poter sopravvivere in un momento molto critico come quello odierno?
DORIS VON THURY:
Penso che non sia importante che un attore si reinventi in altri ruoli all’interno del mondo dello spettacolo. L’importante è che un giovane attore al giorno d’oggi s’impegni nel fare due cose fondamentali:
1) Si crei una fonte di guadagno alternativa: un lavoro part-time, un qualsiasi altro mestiere che lasci una certa flessibiltà all’attore per potersi assentare per provini o lavori teatrali/cinematografici;
2) è importante che continui a studiare, a frequentare workshop, corsi ed esperienze, anche all’estero quando ne ha la possibilità.

- Che ruolo ha la lingua inglese al giorno d’oggi nel cinema o per chi vuole affrontare delle selezioni internazionali – come ultimamente capita spesso ai performer di musical (in questo caso, anche iltedesco inizia ad essere importante)?
D.V.T. –
Gli attori europei devono assolutamente saper recitare in inglese. Le produzioni internazionali danno molta importanza al fatto che l’attore si senta a suo agio nella recitazione in inglese e che il suo parlato sia comprensibile e naturale, pur conservando un suo accento “europeo”.

- Gli attori italiani sono preparati sotto questo aspetto? Quali sono le difficoltà maggiori che devono affrontare?
D.V.T. - Per i ruoli in queste produzioni internazionali gli attori italiani hanno come concorrenti attori provenienti da altri paesi europei (come l’Olanda, Germania, i paesi Nordici e i paesi dell’Est) dove l’inglese viene studiato e parlato molto di più e molto meglio che in Italia. Perciò l’attore italiano deve portarsi al livello dei suoi concorrenti studiando la recitazione in inglese con un coach specializzato come me o andando all’estero per uno studio intensivo. Se un’attore non ha nemmeno una piccola base di inglese su cui costruire ma deve cominciare da zero, allora prima deve fare un corso intensivo di inglese da qualche parte, qui in Italia o all’estero.

- Pensi sia possibile risultare credibili recitando in una lingua non propria?
D.V.T. - Assolutamente sì! Il cinema, ma anche il teatro, sono pieni di esempi eccellenti!

- Ti è mai capitato di lavorare con artisti che recitavano in una lingua straniera senza conoscerne una parola? E con quali risultati?
D.V.T. - Sì, mi è capitato due volte, con due attori italiani che dovevano recitare in inglese pur non conoscendo la lingua. I risultati però sono stati ottimi, perchè entrambi avevano un buon orecchio e si sono applicati con diligenza e coraggio, studiando senza sosta e seguendo le indicazioni e gli esercizi che assegnavo loro man mano.

- Hai lavorato molto tempo come assistente e casting director: cos’è quel qualcosa in più che un casting cerca in un attore per puntare su di lui?
D.V.T. - Quello che conta per un casting, come anche per un regista, è la verità: che l’attore sia vero, che comunichi un’esperienza vera e non l’idea di come dovrebbe essere quell’esperienza secondo lui. Questa verità crea il cosiddetto carisma o fascino, il “qualcosa in più”.

- Riteniamo la tua presenza nel MIP, fortemente caldeggiata dalla direttrice artistica Chiara Noschese, un elemento fondamentale affinchè ciascun allievo del nostro centro abbia tutte le carte in regola per affrontare un’audizione in lingua inglese: non si parlerà solo di corretta pronuncia ma anche di comprensione ed interpretazione di un testo.
Quali consigli ti senti di dare ai nuovi allievi del MIP, per sfruttare appieno il tuo corso e tutto il percorso di formazione?

D.V.T. - Per sfruttare al meglio il mio corso e per poter fare il massimo dei progressi nel tempo che abbiamo insieme, è molto importante che ciascun attore svolga i compiti da me richiesti. Una volta che il corso sarà finito, è altrettanto  importante che l’attore continui il nostro lavoro dedicando 5-10 minuti al giorno agli esercizi che assegnerò loro: i progressi veri e tangibili cominceranno grazie al lavoro autonomo nelle settimane/mesi subito dopo il corso.

 

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