Marco Gandini: La rappresentazione deve creare un’immagine, così come la parola nel verso.

Le “tecniche di espressione” indispensabili a migliorare il performing art del cantante d’opera contemporaneo, sono alla base del lavoro del maestro Gandini: gli “oggetti espressivi” quali la voce, il corpo, la faccia, il fraseggio, che, ricomposti in una proporzione, servono a trasmettere il significato.

Abbiamo intervistato il nostro direttore artistico in occasione delle  prossime selezioni per partecipare al master di tecniche dell’espressione, che ci ha spiegato quali saranno gli aspetti fondamentali del suo lavoro con i giovani cantanti.

Nell’opera lirica contemporanea l’aspetto espressivo-interpretativo è fondamentale e non può essere affidato soltanto al suono e alla dimensione vocale. Qual è il suo approccio agli aspetti scenici dell’Opera?

E’ come nella poesia, ma in realtà anche in qualsiasi altro evento artistico: la rappresentazione deve creare una immagine, così come le parole in un verso, che correlano e rimandano a un significato. Gli elementi che concorrono alla formazione di questa immagine sono “oggetti espressivi”, quindi la voce, il colore, il corpo, la faccia, il fraseggio della linea del canto e del corpo stesso, i quali ricomposti in una proporzione, che noi decidiamo e controlliamo, creano il senso generale della espressione e trasmettono il significato. Questo meccanismo si applica non solo al cantante, ma anche alla messa in scena, dove gli elementi espressivi sono spazio scenico, luce, costumi, movimenti ecc.

In che cosa consiste il suo metodo di insegnamento?

Si parte dall’analisi delle strutture poetiche del libretto per comprendere i rimandi sillabici, i link di significato stabiliti dalle allitterazioni, in generale il ritmo del verso, il suono che esso produce, poiché nella librettistica la stessa musicalità del verso, la sua fonetica, è alla base stessa dell’espressione. Contemporaneamente c’è l’analisi delle strutture musicali. Per comprendere bene il testo, prosaico e musicale, bisogna suddividerlo in pezzetti sempre più piccoli, è come quando si studia una cadenza o una coloratura. Ci sono poi esercizi fisici propedeutici, infine si mette in forma il significato ricercando il punto di verità.

Può descrivere come si svolgerà il  suo lavoro qui al Centro Alta Formazione Teatro dal 13 al 24 febbraio e quali sono i principali obiettivi del Master?

L’obiettivo del master è quello di insegnare un metodo di studio del testo e un processo di composizione efficace nel migliorare la propria performing art. E’ anche però una occasione importante di promozione dei giovani cantanti che affronteranno il concerto finale del 24 febbraio al Teatro Palladium di Roma, dove saranno presenti moltissimi operatori del settore, casting managers ed agenti. Il concerto è uno spettacolo vero e proprio con video clip in close-up sui volti dei ragazzi, registrati nelle fasi delle prove/lezioni, editati e proiettati in black&white in slow motion su tulle in sovrapposizione in sala, durante i pezzi, a sottolineare gli snodi espressivi delle arie e duetti in fade in e fade out. Ci sarà anche una voce recitante (narratore) che reciterà alcune frasi del libretto delle arie o relative all’opera a introduzione dei brani. E’ un progetto bellissimo, in collaborazione con Nelson Calzi, che è maestro collaboratore alla Scala.

La segreteria del Centro Alta Formazione Teatro in questi giorni  sta raccogliendo le adesioni dei giovani cantanti che stanno inviando i loro curriculum e il loro materiale attraverso la nostra pagina dedicata alle iscrizioni.