Saverio Marconi:” La vita è come una battuta, una volta pronunciata è già passata”.

Ecco un articolo di Emanuele D’Aries, giovane assistente regista, che ha collaborato con la direttrice artistica Chiara Noschese nell’allestimento di The Best of Musical al suo debutto al Teatro Nazionale di Milano, la scorsa stagione. Emanuele ha seguito per noi le masterclass del maestro Saverio Marconi e ci racconta in questo articolo le sue impressioni sulle due giornate trascorse insieme al padre del musical italiano.

“Qual è il segreto per dire bene la propria battuta? Studiare. Non c’è alternativa. Una volta conosciuto il proprio talento è necessario fare in modo che l’attore diventi strumento per la sua arte. Qualsiasi sia il personaggio, la battuta, la nota musicale o il passo di danza, il performer deve essere strumento. E deve suonare bene, essere un tutt’uno con l’orchestra che suona per il pubblico. Ecco, lo spettacolo che va in scena è un po’ come un concerto jazz, ogni artista interpreta il proprio personaggio e, pian piano che il sipario si apre, la sua musica suonerà con le melodie degli artisti che sono in scena con lui. È un divenire, ogni sera. Ma per fare in modo che ogni strumento suoni uno stesso brano è necessario ascoltare e…studiare”.  Saverio Marconi insiste molto su questo punto: “Ascoltare le corde della propria anima e del personaggio. Non il suono e l’apparenza, ma il pensiero che sta dietro le parole”.  La due giorni di masterclass con il maestro del teatro musicale italiano è una pietra miliare per la ricerca e la crescita artistica dei 20 giovani talenti chiamati a partecipare all’evento. Un’importante occasione per fare subito chiarezza: “Fin troppi si improvvisano a fare questo mestiere e molti non hanno tutte le carte per giocare al tavolo del musical. Non ci si può illudere sulla strada tortuosa che porta ad ottenere una parte. Perché alla fine è questo l’obiettivo a cui aspirano le nostre giovani speranze, arrivare al successo inteso come vivere della propria passione, non come notorietà”.  Mentre lo stesso Marconi ripercorre gli inizi del suo iter artistico fino agli anni della nascita della Compagnia della Rancia ecco che gli occhi dei ragazzi diventano sempre più vivi e febbricitanti. Ognuno mette un po’ di sé in quel racconto e immagina di poter vivere anche solo in parte la storia che ha reso grande il re del musical italiano. L’incontro poi prende vita e il genio, l’esperienza, il talento di  Saverio Marconi sono a disposizione dei ragazzi del Musical In Progress. Si alternano performance che vanno dal tono comico a quello drammatico, passando attraverso i classici del teatro,  quindi si affrontano testi di ogni tipo e non soltanto dal repertorio del musical: da Mamet a Shakespeare, con il desiderio di  andare a fondo e di dare un pensiero e una vita dietro le parole dell’autore, per approdare, infine, a prove di canto e ballo accompagnati al pianoforte dal docente di studio del repertorio e tecnica espressiva, il maestro Dino Scuderi. Non c’è giudizio durante le esibizioni ma solo un grande spazio per la crescita individuale. Pian piano che la masterclass entra nel vivo, questo scambio si fa sempre più affascinante: le esperienze di vita si intersecano con le parole e i sentimenti dei personaggi inscenati. Il ritmo cresce sempre di più. I ragazzi  cercano di carpire i segreti dello stare in scena proprio da chi di spettacoli di successo ne ha diretti davvero tanti, e mentre Marconi inizia a dirigere, davanti ai miei occhi sembra che le performance diventino un vero e proprio spettacolo che, ogni mezz’ora cambia volto, pelle e storia. Bastano i consigli del maestro e la sua capacità di dirigere magistralmente i giovani attori, per rendere sempre più viva  e profonda l’interpretazione dei personaggi: “Bisogna capirli, sentirli, pensarli. Recitare significa anche pensare; cioè dare un pensiero a un suono, uno spessore a parole di altri”.

 

Emanuele D’Aries